Da tempo due ragazzi ospiti del centro per disabili Gisal di Levanto hanno un sogno nel cassetto. Ad ogni estate Dario e Luigi - i nomi sono di fantasia - accarezzano l'idea di fare insieme un viaggio negli Stati Uniti.
Come molti loro coetanei, anche se purtroppo non hanno le stesse possibilità di movimento, vorrebbero vivere una stagione di libertà e d'avventura.
Una speranza che puntualmente svanisce con i primi temporali d'agosto. Ma quest'anno speriamo che sia la volta buona.
“Per quanto riguarda il viaggio – spiega la direttrice del Gisal Antonietta Sandroni - abbiamo già trovato la copertura delle spese ma ci mancano completamente le risorse per pagare il soggiorno e soprattutto l'accompagnamento. Per questo lancio un appello al buon cuore di tutti i lettori del Decimonono, sperando che ci aiutino, versando anche una piccola somma sul c/c postale 13140199 intestato a Gisal-Cead Onlus - Levanto. Con la buona volontà di tutti speriamo che il sogno dei due giovani amici possa finalmente avverarsi”.
Questo è solo un esempio della miriade di piccoli e grandi problemi che gravano quotidianamente sul centro diurno promosso e gestito dal Gisal di Levanto, ormai diventato un sicuro punto di riferimento per i disabili della riviera e dalla Val di Vara. Qui operano, con grande competenza e umanità, medici, psicologi,educatori e naturalmente un nutrito drappello di volontari. I ragazzi ospitati sono una dozzina. L'attività spesso si svolge anche "extra moenia". Secondo la stagione al cinema o in spiaggia, con l'immancabile serata finale i n pizzeria.
Apparentemente tutti contenti e soddisfatti. Ma dietro la facciata c'è sempre qualche tassello che manca. Ogni giorno,infatti, nascono nuove esigenze e necessità che riguardano da vicino i ragazzi e sempre più frequentemente le loro famiglie. Queste ultime spesso si trovano in grave difficoltà se non nella totale impossibilità di seguire il figlio disabile. Le cause naturalmente possono essere molteplici: un'improvvisa malattia, l'inesorabile invecchiamento, depressione ed altri problemi psichici, indigenza economica.
Sovente purtroppo attorno al disabile si crea un "corto circuito" che genera ulteriore sofferenza e senso di inadeguatezza.
Ora, per ovviare a queste situazioni, il Gisal ha elaborato un originale progetto che è stato avviato con buon successo lo scorso gennaio. Sostenuto dalla Regione Liguria, "II tassello mancante" è finalizzato a fornire supporto alle famiglie di disabili gravi, attraverso un aiuto concreto che può variare dall'assistenza domiciliare a
quella festiva, dall'accompagnamento al sostegno psicologico.
Dopo una prima fase di monitoraggio dei bisogni, i primi interventi hanno dato risultati confortanti, cosicché è stata messa a punto una metodologia operativa che prevede, per ora, circa tre ore settimanali a beneficio di dodici famiglie, per un totale complessivo di trentasei ore di assistenza. Nel progetto, oltre alla Regione,sono coinvolti i comuni della costa, Levanto, Riomaggiore, Vernazza, Monterosso, Bonassola, Fralnura, Deiva Marina,
unitamente a quelli dell'interno, Beverino, Brugnato, Sesta Godano, Pignone, Carrodano, Borghetto, Zignago, Rocchetta.
L'intervento diretto sulle famiglie rappresenta la grossa novità del "tassello mancante", un innovativo servizio che integra e completa, equilibrandole, le altre prestazioni fornite dal centro, nel tentativo di trattare a trecentosessanta gradi l'emergenza disabilità.
GISAL - Gioventù S. Andrea Levanto, viaVarego 15. 19015 Levanto (La Spezia) tel 0187 807756-fax 0187 808047.
e-mail gisalcdr@yaohoo.it
Riccardo Grozio
r-grozio@tiin.it
Fonte: Il Secolo XIX del 28/07/2004
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