Parco Naturale della Maremma

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Parco Naturale della Maremma

Il Parco Naturale della Maremma si estende lungo la costa tirrenica da Principina Mare fino a Talamone. Si tratta del primo parco istituito dalla Regione Toscana, risalente al 1975, dove sono conservati ancora dei terreni paludosi che trovano dimora presso la foce dell’Ombrone, dimora di importanti colonie di uccelli palustri. A sud si caratterizza per la presenza dei monti dell’Uccellina, orlati dalla macchie mediterranea e da vaste distese erbose.

Flora e fauna

Il Parco della maremma presenta una ricca avifauna, esso ospita, infatti, circa 270 specie di uccelli, come  anatidi, garzette, aironi, fenicotteri e alcuni esemplari di rapaci tra cui domina falco pescatore. Le aree umide della zona rappresentano un’importante luogo di svernamento per le specie di uccelli acquatici.

La fauna del parco è caratterizzata anche da ungulati selvatici, quali il cinghiale, il capriolo e il daino, ma anche di carnivori di valore conservazionistico, come il lupo, la il gatto selvatico e la martora. Numerosi sono anche i mammiferi, dove emergono la volpe, il tasso, la faina, la lepre europea e l’istrice.

Per quanto concerne la flora, invece, le Dune dell’Uccellina sono coperte dalla macchia mediterranea, che si sviluppa fitta e racchiude diverse specie, tra le quali si ritrovano: ulivi, i lecci, le querce da sughero, il rosmarino, l’erica, il lentisco, i cisti, il corbezzolo, l’ aglio selvatico e la ginestra.

Interessanti sono anche le specie presenti nelle Pianure di Maremma, dove si segnala l’Artemisia coerulescens var. palmata; l’Halocnemum strobilaceum; la Puccinellia palustris. Si tratta di Vegetali estremamente rari, difficili da trovare nel resto della Toscana.

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Aree d’interesse archeologico

Il Parco naturale della Maremma presenta diverse aree di interesse archeologico, studiate dal Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti dell’Università di Siena, in collaborazione con altre istituzioni. Grazie alle campagne di scavo effettuate negli anni, si è potuto accertare la presenza dell’uomo in questa zona già in epoca preistorica. Inoltre, nella zona di Alberese sono stati portati alla luce reperti e complessi architettonici di epoca romana, di grande interesse culturale e artistico, che contribuiscono ad arricchire la storia locali.

Monumenti d’interesse storico-artistico

Nel territorio del parco si trovano numerose torri, edificate a partire dal XV secolo al fine di proteggere la costa dai continui attacchi dei pirati turchi. Esse, di norma, raggiungono un’altezza di 10-15 m e sono di piccole dimensioni, poiché erano destinate all’avvistamento, ma non avevano alcuna funzione difensiva. Sono quasi tutte a pianta quadrata con copertura muraria in pietrame, basamento a scarpa e copertura a tetto o a terrazza. L’ingresso era rivolto verso la parte più protetta, ossia verso terra. Non sono presenti finestre, ma le uniche aperture sono caratterizzate da feritoie. Molte di queste strutture militari sono andate perdute nel tempo, ma quelle che si sono preservate trasmettono imponenza e un fascino senza tempo.

Risalente al periodo medievale è anche l’abbazia di San Rabano, edificata tra l’XI e il XII secolo ad opera dei monaci benedettini, i quali, nel 1307, la cedettero all’ordine dei cavalieri di Gerusalemme, che attuarono dei lavori di fortificazione. Il complesso fu abbandonato nel ‘500, poiché fu costruita una chiesa presso villa granducale di Alberese, che divenne la nuova sede dell’ordine. Solo nel verso la fine del XX secolo si provvedete al recupero di tale struttura religiosa che a versato in stato di abbandono per molto tempo. L’abbazia, a navata unica, è infatti priva di copertura e di alcuni elementi strutturali.

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