Santa Maria di Leuca: luoghi d’interesse e tradizioni locali

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Santa Maria di Leuca: luoghi d’interesse e tradizioni locali

Santa Maria di Leuca è una frazione del comune di Castrignano del Capo, in provincia di Lecce, il cui toponimo deriva dalla parola greca leucós, che significa bianco. Probabilmente fa riferimento al candore delle rocce sul mare. Per quanto riguarda, invece, il resto del nome dovrebbe riferirsi allo sbarco di S. Pietro dalla Palestina. Infatti sembra che l’apostolo abbia iniziato il processo di evangelizzazione proprio in questa parte del territorio pugliese, cambiandone il nome e dedicandolo alla Vergine.
Santa Maria di Leuca è un centro balneare assai rinomato, caratterizzato da scogliere e piccoli anfratti rocciosi, nei quali sono stati trovati antichi reperti che testimoniano la presenza dell’uomo fin dal Paleolitico.

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Il luoghi e i monumenti più belli di Santa Maria di Leuca

Uno dei monumenti che non può essere tralasciato quando ci si reca in questa cittadina pugliese è sicuramente Basilica di Santa Maria de finibus terrae, che sorge su un antico tempio dedicato alla dea Minerva. Infatti, all’ingresso, sul lato destro, è un grosso masso monolitico, detto “Ara a Minerva”, che testimonia la presenza del culto pagano. Esso fu un importante luogo di preghiera cristiano e uno dei centri di pellegrinaggio più importanti del periodo medievale.
La basilica presenta una struttura fortificata, che fu attuata tra il 1720 e il 1755, ad opera di monsignor Giovanni Giannelli, al fine di resistere agli attacchi dei saraceni e dei turchi. All’interno è caratterizzata da una navata a croce latina e da sei altari laterali, sul maggiore dei quali è conservato il dipinto della Madonna de finibus terrae, del grande artista Jacopo Palma il Giovane.
A pochi passi dalla basilica, sulla Punta Meliso si trova il faro di Leuca, di forma ottagonale, che prende il posto della torre anticorsara di Filippo II. Esso è in funzione dal 1866 e presenta un terrazzo circolare, raggiungibile tramite una scala a chiocciola composta da 254 gradini, da qui è possibile godere di un panorama mozzafiato: ad oriente i monti dell’Albania, ad occidente quelli della Calabria, mentre a mezzogiorno l’isola di Corfù.
Di particolare interesse sono anche le numerose ville ottocentesche che sono state edificate in questo particolare angolo di mondo. Esse presentano diversi stili e sono opera, per la maggior parte, degli architetti Rossi e Ruggeri. Molte sono oggi in disuso e profondamente trasformate rispetto a come dovevano apparire in passato, a causa delle spogliazioni e dei danni causati dalla II guerra mondiale. Tutte le ville dovevano essere dotate di un parco nella parte anteriore, di un giardino in quella posteriore, di una cappella privata con l’immagine della Madonna, di un pozzo, di una stalla e di una rimessa per carrozze ed, infine, di una bagnarola, ovvero di strutture in legno o in muratura atte a nascondere le signore mentre facevano il bagno.

Tradizioni e festività locali

In una domenica del mese di maggio si svolge la manifestazione “Ville in festa”, dove le dimore ottocentesche vengono aperte al pubblico e dove è possibile degustare piatti locali.
Fino agli anni ’20, la notte di San Nicola, era tradizione uscire in mare, portandosi dappresso i cani randagi della città. Quelli che tornavano a riva venivano adottati dai bambini. Oggi questa pratica discutibile è stata abbandonata.
Infine si ricorda che ogni 15 agosto viene celebrata la Madonna di Leuca, considerata protettrice dei pescatori fin dal XVI secolo, poiché placò una terribile tempesta.

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