Cala Janculla: gioiello della Costa Viola

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Cala Janculla è una baia di piccole dimensioni famosa per essere una delle perle della Costa Viola, così chiamata per via della colorazione che assume al tramonto – sui toni dell’indaco e del violaceo – complice un’alga capace di creare giochi di luce unici nel suo genere.

Si trova nel Comune di Seminara, nella Provincia di Reggio Calabria. Risulta delimitata da due falesie ben visibili, le quali fanno da contorno insieme al Monte Sant’Elia, percepibile sullo sfondo. Lo scenario è mozzafiato, selvaggio e con elementi persino aspri. Merito di una natura che ha qualcosa di indomabile, tratti che ritroviamo, del resto, negli abitanti di queste terre.

Cala Janculla, angolo tranquillo di Calabria premiato da Legambiente

Cala Janculla è altresì nota con il nome di Iancuia. Nel corso degli anni è stata premiata con 2 Vele da parte di Legambiente, un riconoscimento dedicato al mare più bello e istituito in collaborazione con il Touring Club Italiano: il punteggio massimo è 5. Inoltre, rientra tra le Zone di Protezione Speciale ed è stata definita Sito di interesse comunitario dalla Regione Calabria.

Una volta arrivati, quello che è salta subito agli occhi è la bellezza del fondale, che presenta toni tra un verde delicato, l’azzurro e il blu, trasparenti e ricchi di meraviglia. La spiaggia ha qualcosa di prezioso e soffice, un fattore che si può percepire sia dentro che fuori dall’acqua. Non mancano gli scogli, ma risultano ben visibili e creano una speciale armonia con il contesto.

Nell’arenile si possono ammirare i resti di quello che era un antico palmento: una “vasca larga e poco profonda, con pareti di mattoni o di calcestruzzo, o anche scavate nella roccia impermeabile, usata per la pigiatura e la fermentazione dei mosti nell’Italia meridionale” (fonte: Vocabolario Treccani). Il mosto, una volta ottenuto, era trasportato via mare.

La baia è davvero piccola ma, non essendo di facile accesso né troppo famosa, almeno per chi non si reca in vacanza da queste parti, si rivela un piccolo angolo tranquillo di paradiso. Dove sentire e ascoltare se stessi, il proprio respiro e la propria eco, dimenticare il cellulare e la frenesia, per lasciarsi trasportare dalla magnificenza che solo la natura sa regalare.

Come arrivare a Cala Janculla

Cala Janculla è raggiungibile in due modi. Via mare, approfittando della possibilità di effettuare un’escursione in barca partendo dalle vicinanze, ad esempio da Bagnara Calabra. Via terra, percorrendo un tratto ripido e decisamente non semplice: quello del Sentiero del Tracciolino. Pur essendo un itinerario panoramico di indubbia bellezza, risulta decisamente sconsigliato perché decisamente difficile.

Cala Janculla è perciò una spiaggia decisamente poco accessibile, da raggiungere via mare approfittando per scoprire altre meraviglie della Costa Viola. Uno dei momenti più belli per fare il bagno è al tramonto che, come in tutte le aree del litorale, presenta dei colori immaginifici e unici.

Le grotte nei dintorni e Bagnara Calabra

Cala Janculla si trova circondata da grotte che meritano anch’esse di essere scoperte, cosa che è sempre possibile fare in occasione di un itinerario in barca. Si tratta, nello specifico, della Grotta delle Rondini, della Grotta Perciata e della Grotta delle Sirene.

Il mare ha scavato con sapienza nella roccia, arricchendola di sfumature un po’ come uno scultore farebbe con il suo marmo più pregiato. Il fondale risulta ancora più nitido, di un blu che non ha eguali.

Per quanto riguarda Bagnara Calabra, il paese da cui risulta più semplice arrivare a Cala Janculla, offre a sua volta contorni marini mozzafiato. Si trova lungo lo Stretto di Messina, non lontano da Palmi, altro delizioso centro da visitare di questa porzione di Calabria. Bagnara è celebre per i servizi di intrattenimento e la cucina buonissima; i piatti più prelibati sono quelli a base di pesce spada, tipico di tutta la Costa Viola.

Il Comune di Seminara, dove si trova Cala Janculla

Recarsi alla scoperta di Cala Janculla è un’occasione per visitare il piccolo e delizioso borgo di cui fa parte: Seminara, abitato da circa 5000 persone e ubicato a 290 m.s.l.m., con affaccio sul Mar Tirreno.

Si tratta di un luogo eletto a dimora fin dall’antichità e teatro di battaglie particolarmente sanguinose, come quelle avvenute tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento: a scontrarsi erano truppe spagnole e francesi, con vittoria andata alle prime.

Seminara è stato un laboratorio di scultura a cielo aperto. Fino al Settecento erano presenti ben 33 chiese e 8 monasteri, devastati in maniera importante tra i terremoti intercorsi nel 1783 e il 1908. Ciò che è rimasto racconta di opere tipicamente rinascimentali, a testimonianza della vitalità storico-artistica che ha contraddistinto questo luogo nel Cinquecento. Notevoli le testimonianze archeologiche, tra le quali si evidenziano l’Arco di Rosea, il Castello Mezzatesta, edificato nel Seicento, e il borgo di Sant’Antonio, con le sue mura antiche.

Il paese, la cui sussistenza è legata prevalentemente a un’economia di stampo contadino, è immerso in un paesaggio bucolico in cui a dominare è la presenza nodosa e pacifica degli ulivi. Degna di nota anche la produzione ceramistica, diversa da quella di altre parti del territorio come Squillace e Gerace.

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