Stintino: le spiagge, i monumenti e la gastronomia

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Stintino

Il comune della provincia di Sassari, Stintino, è rinomato per le sue suggestive spiagge, che attirano ogni anno numerosi vacanzieri, che vengono colpiti dalla bellezza della sabbia finissima e dal mare azzurro-turchese, con fondali che degradano dolcemente.

Le spiagge

Tra le spiagge più interessanti della zona, si ricorda quella della Pelosa, collocata nell’estremo lembo nord-occidentale della Sardegna, ed affacciata sul golfo dell’Asinara. Essa si contraddistingue per l’arenile di sabbia finissima e per le acque cristalline, perfette per la balneazione. Poco distante è La Pelosetta, che si differenzia solo per le dimensioni, estremamente più ridotte.

Incastonato tra le scogliere ed inebriato dai profumi della macchia mediterranea, è il litorale di Punta Negra, anch’esso coperto da sabbia fine e morbida, e lambito da un mare terso.

Particolarmente suggestiva è anche la spiaggia delle Saline, dominata da un’antica torre spagnola e bagnata da un mare di color azzurro-turchese, caratterizzato da fondali bassi. Nei giorni ventosi, tale zona costiera, diventa la meta prediletta degli appassionati di vela e di surf.

Per chi ama la tranquillità, consigliata è la spiaggia di Pazzona. Qui, infatti, non sono presenti stabilimenti balneari, ma si può godere della bellezza delle acque salmastre di colore azzurro e della vegetazione tipica. Suggestiva è anche la baia delle Tamerici, presieduta da un litorale ciottoloso e da una serie di casette, alcune dotate di piccoli moli per l’attracco di imbarcazioni private.

Infine, interessanti sono anche Cala Coscia di Donna, isolata e selvaggia, frastagliata da pietre scure, lambite da acque verdi smeraldo, e Cala Lupo, costituita da un arenile di sabbia e di rocce, particolarmente adatta per coloro che amano la tranquillità e le zone costiere prive di attrezzature balneari.

Architetture e monumenti

Nel territorio di Stintino si contano quattro torri di avvistamento, risalenti al XVI secolo, che facevano parte di un sistema difensivo attuato sotto la dominazione spagnola, al fine di scongiurare attacchi via mare. La più famosa è certamente la Torre della Pelosa, posta su di un isolotto e costruita in scisto, la pietra locale più diffusa. Interessanti sono anche la Torre del Falcone, delle Saline e quella della Finanza, che sorge sull’Isola Piana e verte in uno stato di totale abbandono, tant’è che ne è sconsigliato l’accesso.

L’unica architettura religiosa presente nel territorio è la chiesa dell’Immacolata Concezione, completata nel 1937, che conserva opere di artisti locali e la statua lignea della patrona della cittadina, ovvero la Beata Madonna della Difesa.

Presso il porto è conservato il MUT, ovvero il Museo della Tonnara di Stintino, situato presso un vecchio stabilimento dedicato alla lavorazione ittica. Esso, attraverso un suggestivo percorso multimediale, caratterizzato da fotografie, video, abiti ed utensili, espone il ciclo di vita dei tonni, ma anche le fasi della mattanza e le successive lavorazioni.

Specialità culinarie

Il pesce è il protagonista assoluto della cucina di Stintino. Rinomati sono i frutti di mare, ma anche i crostacei, tra i quali domina l’aragosta, che viene servita anche in una zuppa accompagnata da patate. Particolarmente pregiate sono la bottarga di tonno e il polipo, proposto in due varianti: “in agliata” e “alla stintinese”.

Il dolce tipico di questa zona è la Tumbarella, simile alla Seada, ma farcita con la ricotta. Essa, viene fritta e cosparsa di zucchero a velo. Se ne trovano diverse varianti, come quella che prevede l’utilizzo della ricotta e delle noci.

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